Il sonno è un aspetto fondamentale del benessere del bambino. Quali sono le indicazioni di chi si occupa della salute dei nostri bambini?
Ho incontrato la dottoressa Silvia Coppi, specialista in Pediatria, pediatra di famiglia della zona Amiata, in provincia di Grosseto, la quale ha in carico 530 bambini e le ho posto alcune domande sul sonno dei bambini.
Come si occupa del sonno il pediatra di famiglia?
Il pediatra indaga la percezione del sonno da parte dei genitori durante i bilanci di crescita, ma quando c’è un problema di sonno sono i genitori a segnalarlo per primi!
Durante i primi tre anni di vita, in particolar modo durante il primo anno, il sonno del bambino è caratterizzato dai risvegli, in misura maggiore nei bimbi allattati al seno. Deve avvenire una maturazione cerebrale perché il sonno diventi regolare ed i risvegli in questo periodo sono fisiologici.
Non ricevo molte segnalazioni di problematiche relative al sonno nei bimbi più grandi, ma questo avviene perché i genitori non ne hanno consapevolezza: tutti i membri della famiglia, nella maggior parte dei casi, hanno gli stessi ritmi sonno-veglia, ma questo comportamento non è corretto.
I bambini dormono abbastanza?
Oggi c’è una diffusa mancanza di sonno nei bambini sopra i tre anni dovuta alle poche ore di sonno. Quando l’ora di andare a letto è la stessa degli adulti, tra le 23 e le 24, e l’orario del risveglio per andare a scuola sono le 7 di mattina, vediamo che le ore di sonno non sono sufficienti. Questa mancanza si manifesta indirettamente durante la giornata: stanchezza, svogliatezza nei compiti a casa, noia…
Quali patologie influenzano la qualità e la quantità del sonno?
Ci sono molte condizioni cliniche che influenzano negativamente il sonno del bambino. La più frequente è l’ipertrofia delle adenoidi, che può provocare risvegli soprattutto durante le riacutizzazioni.
Anche alcune patologie neuropsichiatriche influiscono negativamente sul sonno dei bambini, come ad esempio nei disturbi del neurosviluppo (autismo ,ADHD…).
Si possono dare dei farmaci per aiutare i bambini a riposare meglio?
Spesso i genitori richiedono una prescrizione, “qualcosa per farlo dormire”, non necessariamente un farmaco, anche nel primo anno di vita. I farmaci possono essere prescritti solamente dallo specialista in presenza di patologie neuropsichiatriche. Il pediatra suggerisce la camomilla, la melissa, talvolta la melatonina. Quest’ultima tuttavia agisce sull’addormentamento serale, ma non sui risvegli notturni.
Cosa pensa dell’uso dei dispositivi elettronici alla sera?
I genitori spesso favoriscono l’uso di tv, tablet e telefono alla sera perché non implicano un’attivazione fisica e sembrano rilassare i bambini: purtroppo le forti stimolazioni visive influiscono notevolmente sulla capacità di rilassarsi e prendere sonno!
Quali indicazioni possiamo dare ai genitori?
Educazione e buon senso devono guidare le scelte dei genitori in materia di alimentazione e sonno per i propri bambini. Il benessere di tutti i componenti della famiglia è strettamente legato a questi due capisaldi. Noi pediatri possiamo dare tutti i suggerimenti necessari, ma è la famiglia a doverli mettere in pratica dando il buon esempio. Lo stile di vita deve essere al centro: muoversi di più durante il giorno, soprattutto all’aria aperta, esponendosi alla luce del sole, e dedicare un numero adeguato di ore al riposo notturno. Fin da piccoli affinché le buone pratiche apprese nella prima infanzia siano mantenute nel corso dello sviluppo.
Per approfondire in tema di buone pratiche ed educazione alla salute di bambini ed adolescenti, ecco il link del Ministero della Salute
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