La sindrome da scuotimento dei neonati rappresenta l’esito di un comportamento estremamente pericoloso, spesso associato a situazioni di stress e frustrazione da parte dei genitori. Questo fenomeno, noto anche come “sindrome del bambino scosso o Shaken Baby Sindrome”, può avere conseguenze gravi sulla salute e sul benessere del neonato. In questo articolo, ho riportato alcuni degli studi esistenti su questo fenomeno, identificando i fattori di rischio e di protezione per i genitori.
Di cosa si tratta?
Lo scuotimento di un neonato è un fenomeno clinico che deriva dalla compressione del cervello del bambino a causa del movimento di accelerazione e decelerazione del cranio. Si tratta di un vero e proprio maltrattamento che può determinare emorragie della retina e delle membrane cerebrali, perfino la morte. Le parole quali maltrattamento ed abuso infantile ci inducono a pensare ad un fenomeno marginale, ma non è affatto così. Gli studi sembrano indicare che il fenomeno sia molto diffuso e poco conosciuto. Una ricerca condotta in Francia(1) nel 2014 ha stimato una che circa il 3% sui nati vivi possa aver subito un episodio di scuotimento. La stessa ricerca individua l’età media del neonato sui 4 mesi e una prevalenza di soggetti maschi (78%).
Non si parla di scuotimento, non si conosce il rischio
Uno studio condotto in Arabia Saudita (2) nel 2022 ha coinvolto 577 genitori: solo il 32% aveva già sentito nominare prima il fenomeno dello scuotimento del neonato, ma solo pochi di loro sapevano di cosa si tratta: 8 su 10 hanno infatti un atteggiamento positivo verso lo scuotimento!
Come mostra il grafico, alla domanda “perché si scuote un bambino”, l’80,4% dei soggetti ha affermato che sia una pratica per calmare il neonato!

Sintomi della Sindrome da Scuotimento
I sintomi che possono segnalare la presenza delle conseguenze di uno scuotimento sono numerosi e non necessariamente tutti presenti: vomito, inappetenza, difficoltà di suzione o deglutizione, estrema irritabilità, letargia, assenza di sorrisi o di vocalizzi, rigidità o cattiva postura, difficoltà respiratorie, aumento della circonferenza cranica disarmonico rispetto a peso e altezza, difficile controllo del capo, frequenti e lamentosi pianti inconsolabili e, nei casi più gravi, convulsioni e alterazioni della coscienza, fino all’arresto cardiorespiratorio. Alcuni possono essere scambiati per sintomi influenzali e spesso solo un’accurata intervista ai genitori può far emergere la vera causa.
Conseguenze a breve e lungo termine dello scuotimento
Fino al 25% dei casi può verificarsi coma o morte del bambino. In caso di sopravvivenza, legata alla violenza dello scuotimento, l’età del bambino ed il ripetersi del maltrattamento, possono manifestarsi danni di tipo neuro- psicologico anche a lungo termine come disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, del comportamento, della memoria e del linguaggio, disabilità fisiche, danni alla vista o cecità, disabilità uditive, paralisi cerebrale, epilessia, ritardo psicomotorio e ritardo mentale. Si stima che solo nel 15% dei casi non ci siano ripercussioni sulla salute del bimbo.
Fattori di rischio
Alcune caratteristiche dei genitori sembrano predisporre allo scuotimento del bambino:
- Stress parentale elevato: Genitori che sperimentano un alto livello di stress possono perdere il controllo più facilmente.
- Giovane età dei genitori: Genitori più giovani possono sentirsi meno preparati o avere meno risorse per affrontare le sfide della genitorialità.
- Mancanza di supporto sociale: La mancanza di una rete di supporto può aumentare la sensazione di isolamento e stress.
- Problemi di salute mentale: Genitori con disturbi d’ansia, depressione o altre condizioni mentali possono essere più inclini allo scuotimento.
Fattori di protezione
- Supporto sociale: Una rete di supporto forte può fornire ai genitori risorse e conforto nei momenti difficili.
- Educazione parentale: Genitori informati su pratiche di genitorialità positive sono più propensi ad adottare comportamenti costruttivi.
- Gestione dello stress: Programmi di gestione dello stress possono aiutare i genitori a sviluppare meccanismi sani per affrontare le pressioni quotidiane.
- Consapevolezza delle risorse: Informare i genitori sulle risorse disponibili per affrontare le sfide della genitorialità può ridurre il rischio di scuotimento.
Come prevenire la sindrome da scuotimento a livello sociale
Scuotere un neonato che piange è spesso un atto di violenza non consapevole: il genitore sottoposto ad un forte stress nell’accudimento di un bambino che sembra non riuscire a calmarsi, viene trascinato dal momento di difficoltà e lo scuote come può accadere con un oggetto che non funziona. Pochi secondi di annebbiamento possono provocare danni irreversibili. Come prevenire tutto questo? La conoscenza del fenomeno della sindrome da scuotimento e la diffusione di contenuti adeguati è un primo passo per la prevenzione. In Italia l’associazione Terrese des Hommes ha realizzato un’informativa ed una campagna con un video che mostra come sia facile perdere il senso della realtà quando ci troviamo a gestire un neonato (https://www.youtube.com/watch?v=gR0pImLt75E).
Se il bimbo non smette di piangere
Il pianto continuo di un bambino è scarsamente tollerabile: l’evoluzione ha selezionato infatti un segnale che l’adulto non riesce ad ignorare per garantire l’accudimento del neonato. Il pianto si configura infatti come lo strumento di richiamo per le esigenze più diverse: fame, sete, sonno, cambio pannolino, ma anche calore, attenzione, coccole. Le figure di accudimento imparano distinguerne il significato analizzando tono, frequenza ed intensità, ma può accadere che siano stanchi, distratti o oberati da altre incombenze e talvolta non riescano a capire quale richiesta si cela dietro tanto urlare. Elevate condizioni di stress possono far perdere la consapevolezza dei propri atti. Come evitarlo? Dopo “averle provate tutte”, mettere in sicurezza il piccolo, benché piangente, è la priorità. Il genitore che sente di essere al limite può allontanarsi qualche minuto, ma la soluzione può essere chiedere l’aiuto di un amico o un parente che ci sollevi dall’insostenibilità della situazione. Talvolta può essere utile far visitare il piccolo per valutarne lo stato di salute. Alcuni pediatri suggeriscono di somministrare una dose di paracetamolo adeguata al peso del bambino dopo 15 minuti di pianto inconsolabile: forse si tratta di un piccolo malessere ma con una bassa soglia di sopportazione!
La prevenzione come tutela dell’infanzia e della genitorialità
Un vecchio detto africano afferma che per allevare un bambino sia necessario un intero villaggio. In questo momento storico ed in questa parte del mondo accade invece che i genitori, spesso le madri, si trovino da sole a dover gestire il proprio bambino anche se abitano in città affollate. La sindrome da scuotimento rappresenta la difficoltà emotiva e psicologica nel gestire tale solitudine. La genitorialità sembra essere diventata un fatto personale, una prova da superare da soli, quando invece avrebbe tanto bisogno di supporto! Educare a chiedere ed accettare aiuto i neo genitori potrebbe essere la soluzione alla prevenzione della sindrome da scuotimento. Offrire aiuto potrebbe essere la nuova educazione da offrire ai neo nonni.
Bibliografia
(1) Epidemiological data on shaken baby syndrome in France using judicial sources.. Tursz A, Cook JM.Pediatr Radiol. 2014 Dec;44
(2) Parental awareness, knowledge, and attitude about shaken baby syndrome in Riyadh, Saudi Arabia: a cross-sectional study. AlOmran HI, AlKharaan ZI, AlDawsari KM, AlDakkan OZ, AlAtif HM, Mohamed MZE.Pan Afr Med J. 2022 Apr 22;41:327.
