Incubi infantili: cosa sappiamo?

da | Ott 31, 2021 | Consigli per gli sbadigli, Infanzia

In questi giorni ragni, mostri e pipistrelli sono il divertimento dei bambini anche nel nostro paese dove da anni siamo stati contaminati dalla festa anglosassone dedicata alla paura e agli incubi. Come sappiamo tutto ciò ha anche l’obiettivo di esorcizzare le paure, non solo dei piccoli! Ma quali sono gli incubi dei bambini? Cosa mette loro paura di notte? Facciamocene un’idea esplorando la letteratura scientifica sull’argomento…

Definizione di incubo: di cosa stiamo parlando?

Un incubo è un evento onirico che spaventa a causa del suo contenuto e che attiva l’organismo in tutte le componenti fisiologiche della paura: il battito cardiaco accelera, il respiro diventa affannoso, possono sopraggiungere il pianto e le urla ed infine un brusco risveglio!

Gli incubi notturni sono un fenomeno comune, soprattutto intorno ai sei anni, come riportato da Schredl e Pallmer (1). I temi che ricorrono più spesso negli incubi dei bambini studiati da questi autori sono: essere inseguiti, cadere e perdere persone care.

Quando si verificano gli incubi?

Può accadere che qualcosa disturbi il sonno del bambino: un braccio messo male e “addormentato”, la necessità di fare pipì, una parte del corpo infreddolita, un rumore fastidioso ma non abbastanza da indurre un risveglio. Fisiologicamente, il nostro cervello elabora una “storia” che giustifichi il disagio per poter proseguire la fase del sonno in corso senza dover svegliare il soggetto. La sensazione fisica di disagio compare nell’incubo e, se non si risolve (cambiando posizione, ad esempio), spinge il bambino al risveglio. Anche se può non ricordare il soggetto e la storia protagonisti dell’incubo, il ricordo delle sensazioni spiacevoli rimane e ciò rende più difficoltoso il ritorno al sonno.

A differenza degli episodi di pavor notturno che si verificano nelle prime ore del sonno, gli incubi hanno luogo nella seconda parte della notte. Il periodo dello sviluppo maggiormente interessato è tra i quattro ed i sei anni. Nei bambini fino ai 5-6 anni inoltre, non troviamo ancora una consapevolezza che permetta di distinguere il sogno dalla realtà: sarà per loro più difficile gestire il disagio provato.

In questo periodo, è probabile che il bambino si trovi ad affrontare sentimenti nuovi e molto forti quali l’aggressività, la paura dell’abbandono e il timore di perdere il controllo che possono spaventarlo più o meno consapevolmente di giorno e ripresentarsi in forma onirica la notte.

Durante un periodo di maggior stress, inoltre, è più probabile avere degli incubi. E per un bambino può essere stressante l’arrivo di un fratellino o una sorellina, una tappa di sviluppo, un evento particolare nella vita familiare.

Differenze di genere

In una ricerca del 2011 Scherdl e Reinhard (2) hanno evidenziato, attraverso un’analisi condotta su studi precedenti, che non esistono differenze di genere nella frequenza degli incubi nei bambini. Hanno rilevato invece che le donne, adolescenti, adulte e di mezza età, riportano più frequentemente di aver avuto incubi notturni. A partire dall’adolescenza, la frequenza degli incubi aumenta con l’età, mentre non è più presente nell’età più avanzata.

Fattori di rischio

Molti studi hanno ricercato i fattori che espongono maggiormente al rischio di avere un incubo. In particolare, Secrist, Dalemberg e Gevirtz (3) hanno monitorato i cambiamenti del battito cardiaco e del tono vagale confrontando le rilevazioni con i racconti di 60 bambini e rispettivi genitori in merito agli eventi positivi e negativi dell’ultimo periodo. I risultati hanno mostrato che l’ansia e la dissociazione erano elementi predittivi di incubi notturni.

Mindell e Barrett (4) in accordo con i report di 60 genitori, hanno rilevato che i bambini che avevano incubi hanno livelli significativamente più alti di ansia, rispetto ai bambini senza incubi.

La privazione di sonno

Particolarmente interessante è lo studio cinese dello scorso dicembre (5) che ha indagato il ruolo della privazione di sonno (intesa come dormire meno di 8 ore per notte)su quasi 20 mila studenti tra i 10 ed 20 anni. I risultati di questo studio sono molto interessanti: la prevalenza di incubi ricorrenti è significativamente maggiore nei ragazzi che dormono abitualmente meno di 8 ore per notte, mentre non sembra che tale deprivazione influisca sui fenomeni di sonnambulismo.

Come affrontare gli incubi con dei bambini

Qualunque sia l’origine dell’incubo, il bambino si sveglia. E’ preoccupato, impaurito, forse perfino terrorizzato dal vissuto e dalle emozioni che ha appena provato: come può essere di aiuto il genitore? Seguendo i consigli di Brazelton (6) pediatra, scrittore ed esperto di comportamento infantile, ma anche il buon senso, l’accoglienza del disagio e la rassicurazione sono gli strumenti da mettere in atto nell’immediato. Una volta tranquillizzato e rasserenato tuttavia, riaccompagnatelo a letto, secondo lo stesso rituale della sera, se necessario.

Ci sono poi suggerimenti utili per la gestione degli incubi durante il giorno:

  • aiutare il bambino a gestire i sentimenti “fuori controllo” con esempi concreti: ti sei arrabbiato molto quando… succede anche a me, ma possiamo trovare insieme un modo per ritrovare la calma…
  • dare spiegazioni semplici e comprensibili sugli eventi esterni che potrebbero turbarlo come per esempio un divorzio, una separazione, un trasloco, una perdita importante…
  • ridurre le pressioni verso nuove acquisizioni per le quali il bambino in qualche modo vi comunica di non essere pronto
  • fare molta attenzione ai contenuti multimediali paurosi o violenti cui può essere esposto durante il giorno: videogiochi, filmati, cartoni animati. Succede infatti che durante il giorno faccia “il duro”, ma le emozioni forti si ripropongano in forma onirica la notte.
  • assicurare un numero di ore di sonno sufficiente e congruente all’età del bambino.

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Bibliografia di riferimento

(1) Nightmares in children. Schredl M, Pallmer R.Prax Kinderpsychol Kinderpsychiatr. 1997 Jan;46(1):36-56.

(2) Gender differences in nightmare frequency: a meta-analysis. Schredl M, Reinhard I.Sleep Med Rev. 2011 Apr;15(2):115-21. doi: 10.1016/j.smrv.2010.06.002.

(3) Contributing factors predicting nightmares in children: Trauma, anxiety, dissociation, and emotion regulation. Secrist ME, Dalenberg CJ, Gevirtz R.Psychol Trauma. 2019 Jan;11(1):114-121. doi: 10.1037/tra0000387. Epub 2018 Jul 2

(4) Nightmares and anxiety in elementary-aged children: is there a relationship. Mindell JA, Barrett KM.Child Care Health Dev. 2002 Jul;28(4):317-22. doi: 10.1046/j.1365-2214.2002.00274.x.

(5) Weekday and weekend sleep deprivation are associated with recurrent nightmare in adolescents: a cross-sectional study. Lin YQ, Zhuang WJ, Zheng FH, Zeng ZN, Wu YX, Wu SY, Wei SC.

(6) Il tuo bambino e …il sonno. Brazelton, TB, Sparrow, JD. 2003, Raffaello Cortina Editore